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L’odore della malattia

E’ senz’altro affascinante constatare che la malattia non solo ottunde il nostro olfatto, ma altera anche il nostro aroma personale.

Alcuni studi condotti nel campo dell’endocrinologia hanno dimostrato che ogni malattia ha un proprio odore, in genere – questo non ci sorprende – molto sgradevole: allo scorbuto, per esempio, si accompagna il puzzo della carne avariata, al vaiolo quello della putrefazione, all’eczema e all’impetigine quello della pelle marcescente, alla difterite un odore dolciastro e nauseabondo, al tifo una fragranza sorprendentemente gradevole di pane appena sfornato.

Il nostro organismo secerne un gran numero di sostanze diverse in forma di traspirazione cutanea, sebo, muco, secrezioni vaginali, feci e urine, il cui odore, prodotto dai ferormoni in essi presenti, determina l’aroma della pelle, dei capelli e degli abiti che può essere influenzato dallo stato d’animo, dall’alimentazione, dall’attività fisica e , nelle donne dal ciclo mestruale.

L’alterazione dell’odore di una o più di queste secrezioni può indicare la presenza di qualche disfunzione ghiandolare od organica che quindi richiede qualche indagine o essere la conseguenza dell’assunzione di medicinali o droghe.

L’alitosi è uno dei primi segni di qualche disfunzione: può essere sintomo di un’insufficienza epatica, di una cattiva digestione, può indicare la presenza di qualche dente cariato, di problemi respiratori, di infezioni gengivali, di un’infiammazione della gola, di catarro o di una sinusite incipiente.

La comparsa di questo disturbo, quindi, oltre a creare qualche problema nei rapporti interpersonali è senz’altro un efficace sistema d’allarme preventivo che richiede un tempestivo intervento prima di uteriori complicanze.

Lo sgradevole odore che emanano i piedi di molte persone può essere causato dalla presenza di batteri e funghi, come quelli da cui è originato il piede d’atleta o epidermotizia interdigitale, ma anche da fattori emotivi, poiché la sudorazione eccessiva si accompagna spesso alla preoccupazione, all’ansia e alla paura.

Un buon rimedio a questo disturbo consiste nel fare pediluvi a cui siano stati aggiunti oli essenziali di pino ed estratti di amamelide.

Molti soffrono di flatulenza, un problema che può essere molto imbarazzante e creare difficoltà nei rapporti interpersonali. Le cause possono essere diverse: la tendenza a inghiottire più aria di quanto non avvenga normalmente nei periodi di stress, quando si tende a parlare più rapidamente e a respirare affannosamente o la fermentazione di certi cibi che provoca la formazione all’interno dell’intestino di gas di odore particolarmente sgradevole per la presenza di composti solforati.

Quest’ultimo fenomeno può essere dovuto all’incapacità dell’organismo di produrre enzimi in grado di digerire il lattosio (lo zucchero presente nel latte e nei prodotti caseari) a cui si accompagnano considerevoli difficoltà di digestione, gonfiori e flatulenza a livello intestinale oppure all’intolleranza per il glutine – conosciuta come celiachia, diagnosticata di solito in età infantile.

L’unica soluzione è evitare il latte e i prodotti da esso derivati nel primo caso e il frumento ed altri cereali quali orzo, avena e segale nel secondo.

Vi sono poi alimenti che possono provocare flatulenza anche in chi non soffre generalmente di questo disturbo, come i fagioli, per esempio.

Contenendo un tipo di zucchero che tende a fermentare nell’intestino, essi provocano la formazione di gas nell’intestino, come si è constatato nel corso di una serie di studi condotti su persone che si sono nutrite principalmente di questo legume per sette giorni.

Per evitare questo inconveniente è consigliabile cucinare i fagioli e altre verdure che tendenzialmente provocano lo stesso problema – cavoli, cavoli di Bruxelles, cavolfiori, broccoli , rape, cetrioli, ravanelli e cipolle – con erbe aromatiche che ne facilitano la digestione.

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